Lòng City - Xinhion, marzo 2490
Osservava in silenzio con la solidità immobile di una montagna - Cos'è?
Aprilo. - Era l'impazienza fatta uomo. Fremeva nell'attesa di venire soddisfatto.
Preferirei di no. - Glaciale e cheta, sollevò gli occhi scuri, ruotandoli verso la finestra per interessarsi al tempo che scorreva al di là del vetro opaco.
Non sei curiosa di sapere cos'è? - Sapeva che non sarebbe stato facile, non lo è mai stato, eppure, un cuor suo, sperava ardentemente di aver fatto la scelta giusta.
Sì, per questo ho chiesto. - Con infinita pazienza, spiegò nuovamente un punto di vista che pensava essere ormai stato chiarito.
In quel momento comprese che non sarebbe mai riuscito a strapparle un sorriso che non fosse stato attentamente soppesato, valutato e giudicato. - Se lo apri lo scoprirai.
Allora non sono più curiosa. - Il punto doveva essere messo, e pur consapevole che la discussione non era ancora finita, non si potè esimere dal tentare di condurre a ragione l'uomo che aveva davanti.
Non ti piace la scatola? - Ci provò ancora, con ritrovata energia, cercando di sondare l'umore della ragazzina.
Non è questo... - L'insistenza era sempre indice di aspettativa, qualcosa covava dietro quel sorriso pulito e allineato. Le dita non stavano mai ferme e questo, nella sua breve esperienza, indicava una certa dose di nervosismo. Con un sospiro, cominciò ad accarezzare l'idea di ammansire la situazione.
E dunque?
Era un gioco studiato. Condurre la partita sul proprio campo è un vantaggio enorme - Preferirei sapere cosa contiene, perchè se la mia reazione non dovesse essere quella che ti aspetti, ne rimarresti deluso.
Non vuoi deludermi? - La voce sfiorò una nota particolare, fin troppo acuta, quasi implorante.
Eccolo, il tono di voce, quello dell'uomo raddolcito, addomesticato. Manca solo una cosa, una sola cosa - No.
Allora aprilo. - Non le avrebbe concesso l'ennesima vittoria, nemmeno sotto tortura.
...
Lana? - Non era in grado di sostenere il peso di quel silenzio indotto. Cedette, ancora una volta e lei
affondò il coltello - Papà, non mi piacciono le sorprese.
